Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > trans > Tanya: Estate 2024
trans

Tanya: Estate 2024


di Membro VIP di Annunci69.it Efabilandia
05.08.2025    |    6.678    |    5 9.8
"Luca mi portò in camera, mi fece sdraiare sul letto e si mise sopra di me, continuando a baciarmi mentre il suo cazzo mi martellava..."
Mi chiamo Tanya, e questa è una storia particolare. Era l’estate del 2024, un anno fa, e avevo 43 anni, ma il mio corpo era ancora un’esplosione di femminilità: 170 centimetri di curve sinuose, 62 chili di sensualità, cosce affusolate che attiravano gli sguardi, un culo a mandolino che sembrava scolpito per il peccato. I miei capelli, ora tinti di un biondo platino, cadevano in onde morbide sulle spalle, e con il trucco giusto – eyeliner affilato e rossetto scarlatto – il mio viso diventava una calamita per il desiderio. Essere una trans mi rendeva unica, un cocktail di dolcezza e provocazione che non passava mai inosservato. E quell’estate, Roma e Ostia furono il teatro di un’avventura che non dimenticherò mai.Era una sera afosa di luglio, l’aria pesante impregnata del profumo di gelsomini e dell’odore di asfalto riscaldato dal sole. Stavo scorrendo le foto su un sito di incontri, sorseggiando un prosecco fresco, quando un messaggio mi fece sobbalzare. “Sei bona dalle foto. Hai Telegram per vederci meglio?” Il mittente era un certo Luca, un uomo di Ostia, fisico possente, capelli lunghi e scuri legati in una coda, un’aria da dominatore che trasudava dalle sue parole. Le foto mostravano un cazzo di 23 centimetri, duro e invitante, ma il suo profilo diceva che cercava solo donne e coppie. Incuriosita, gli scrissi: “Hai capito che sono una trav?” La risposta arrivò secca: “Sì, ogni tanto ci sto, ma non lo sbandiero. Le coppie mi snobbano altrimenti.” La sua schiettezza mi eccitò, e quel cazzo enorme mi chiamava come una sirena. Mi invitò a casa sua, dandomi un indirizzo e un orario. “Vestiti e truccati da troia,” aggiunse, con un tono che non ammetteva repliche. Il suo modo brusco mi attirava, come una falena verso una fiamma. Accettai.Il giorno dopo, presi un permesso dal lavoro. Ostia non era esattamente dietro l’angolo, e non conoscendo bene la zona lo chiamai per farmi guidare. La sua voce al telefono era roca, autoritaria, e mi fece venire i brividi. “La porta è aperta, entra,” disse. Arrivai davanti a una villetta a due piani, il mare a pochi passi che profumava l’aria di salsedine. Spinsi la porta, il cuore che batteva forte, e trovai l’ingresso vuoto. Lui era dietro la porta, nascosto, come un predatore in attesa. “Vai in bagno, trasformati,” ordinò. Non me lo feci ripetere due volte. In venti minuti, mi trasformai in Tanya: parrucca bionda a caschetto, calze velate nere che accarezzavano le mie cosce, tacchi a spillo da 12 centimetri, un perizoma di pizzo rosso che lasciava poco all’immaginazione e una guepière attillata che stringeva la mia vita, esaltando ogni curva. Il trucco era pesante: eyeliner nero che allungava i miei occhi verdi, ombretto smokey e rossetto rosso fuoco. Mi guardai allo specchio e sorrisi. “Cazzo, Tanya, sei una bomba,” sussurrai a me stessa. Se fossi stata un uomo, mi sarei scopata senza pensarci due volte.Uscii dal bagno, i tacchi che risuonavano sul pavimento di marmo. Luca era lì, in piedi, con un calice di prosecco in mano. Era altissimo, almeno 190 centimetri, e anche con i miei tacchi mi sovrastava. Il suo fisico era possente, muscoli definiti sotto una maglietta aderente, i capelli lunghi sciolti ora, che gli cadevano sulle spalle. Mi porse il prosecco, e il profumo fresco e frizzante mi solleticò il naso. “Gira su te stessa,” disse, la voce bassa e carica di desiderio. Obbedii, sentendo i suoi occhi percorrermi come una carezza bollente. “Sei una troia perfetta,” mormorò, avvicinandosi. Le sue mani mi palpavano ovunque, sul culo, sulle cosce, sul seno finto che la guepière esaltava. Poi mi baciò il collo, un morso leggero che mi fece gemere, e infine le sue labbra trovarono le mie. Il bacio fu profondo, la sua lingua che esplorava la mia bocca con una passione che mi spiazzò. Per uno che “non andava con le trav”, era dannatamente coinvolto. Ma non me ne fregava niente. Luca era bono, e il suo cazzo, che sentivo premere contro di me attraverso i jeans, era un sogno.Le nostre lingue danzavano, un mulinello di sapori – il prosecco, il suo odore muschiato, il mio rossetto. Gli presi il cazzo in mano, sentendolo pulsare attraverso il tessuto. “Dio, è enorme,” pensai, mentre lo liberavo. Era duro, caldo, una colonna di carne che mi fece quasi svenire. Lo accarezzai, sentendo ogni vena sotto le dita, poi mi inginocchiai, incapace di resistere. Lo baciai, lo leccai, lo succhiai con una dedizione che mi faceva bagnare. Era il mio palo del piacere, e ogni gemito di Luca mi spingeva a dare di più. Ma lui aveva altri piani. Mi sollevò, mi portò davanti a uno specchio a figura intera, e mi fece allargare le gambe. “Guarda quanto sei troia,” sussurrò, prima di inginocchiarsi dietro di me. La sua lingua trovò il mio buchino, e il piacere mi travolse. Ogni leccata era una scossa, il mio culo si bagnava, si apriva, e gemevo senza controllo. Venni una prima volta, un orgasmo anale che mi fece tremare le gambe, il corpo percorso da scariche di piacere.Luca si alzò, e sentii la punta del suo cazzo premere contro il mio buchino. Avevo paura che un cazzo di 23 centimetri mi avrebbe fatto male, ma la sua saliva e la mia eccitazione lo avevano preparato. Entrò lentamente, e il mio culo si aprì per accoglierlo, ogni centimetro una sensazione di pienezza che mi faceva gemere. Mi mordeva il collo, mi baciava le orecchie, poi mi girò e mi baciò di nuovo in bocca, la sua lingua che si intrecciava alla mia mentre il suo cazzo mi riempiva. Iniziò a scoparmi forte, e il piacere era indescrivibile. Sentivo il mio culo aprirsi sempre di più, accogliendo ogni spinta, e venni di nuovo, un orgasmo anale che mi fece urlare, il corpo che si contraeva attorno a lui. Luca mi portò in camera, mi fece sdraiare sul letto e si mise sopra di me, continuando a baciarmi mentre il suo cazzo mi martellava. Sentivo la sua punta spingere fino in fondo, un misto di dolore e piacere che mi faceva impazzire.Poi mi mise a pecorina, e il ritmo cambiò. Mi scopava con una forza brutale, il suo cazzo che mi sfondava, la punta che sembrava toccarmi lo stomaco. Ogni spinta era un’esplosione, e il mio culo si apriva sempre di più, accogliendo ogni centimetro. Venni ancora, un orgasmo anale che mi fece tremare, la mia pisellina che sgocciolava sul letto. Luca gemeva, i suoi colpi sempre più veloci, e quando mi girò di nuovo, mettendomi le gambe intorno alla sua vita, mi martellò senza sosta. Mi baciava, mi stringeva, e io mi abbandonavo completamente. Venni un’altra volta, un orgasmo anale fortissimo che mi fece urlare, e subito dopo Luca esplose dentro di me. Sentii la sua sborra calda colarmi nel culo, un’ondata di calore che mi fece venire di nuovo, il mio corpo che si contraeva attorno a lui. Rimanemmo fermi, ansimanti, il profumo del sesso che impregnava l’aria, il sapore dei suoi baci ancora sulle mie labbra.Ma la realtà mi richiamò. Avevo un appuntamento di lavoro. Mi alzai, le gambe ancora tremanti, e andai in bagno. Sotto la doccia, scoprii che il mio buchino sanguinava leggermente, un ricordo della potenza di Luca. Mi lavai, togliendo gli odori del sesso, il trucco, la parrucca. Tanya svanì, e tornai a essere me stessa. Lo salutai con un sorriso, promettendogli di rivederci, e corsi via. Ma quella scopata aveva acceso qualcosa in me. Non potevo smettere di pensarci.Una settimana dopo, Luca mi scrisse di nuovo. “Vieni a Ostia, stasera. Stessa storia, vestiti da troia.” Il cuore mi balzò in gola. Presi un altro permesso, e quella sera ero di nuovo davanti alla sua porta. Questa volta, mi accolse con un sorriso predatorio. “Sei tornata, eh?” disse, porgendomi un altro calice di prosecco. Il profumo frizzante mi solleticava il naso, ma il vero afrodisiaco era lui: nudo, il cazzo già duro, pronto per me. Mi trasformai in bagno: parrucca bionda, calze a rete, tacchi vertiginosi, un perizoma nero e una guepière che mi faceva sembrare una bambola del peccato. Quando uscii, Luca mi afferrò subito, spingendomi contro il muro. Mi baciò con una fame che mi fece quasi svenire, la sua lingua che esplorava ogni angolo della mia bocca. “Sei la mia troia,” grugnì, e quelle parole mi fecero bagnare.Mi portò in camera, e il gioco iniziò. Mi fece inginocchiare, il suo cazzo enorme davanti al mio viso. Lo succhiai con avidità, sentendo ogni vena pulsare sotto la mia lingua, il suo sapore salato che mi mandava in estasi. Poi mi sollevò, mi fece sdraiare sul letto e mi leccò il buchino fino a farmi gemere. Quando entrò in me, il mio culo si aprì per lui, accogliendo ogni centimetro con un piacere che mi travolse. Venni subito, un orgasmo anale che mi fece tremare, e Luca continuò a scoparmi, le sue spinte sempre più forti. Mi girò, mi mise a pecorina, e il suo cazzo mi sfondava, ogni colpo un’esplosione di piacere. Venni di nuovo, il mio corpo che si contraeva attorno a lui, e quando esplose, la sua sborra calda mi riempì, colando dentro di me, facendomi venire ancora.Quella notte, Luca non si fermò. Mi prese in ogni posizione, il suo cazzo instancabile, il mio culo che si apriva sempre di più per lui. Ogni orgasmo anale era più intenso del precedente, e la sua sborra calda che mi colava dentro mi mandava in estasi. Il profumo del sesso, del sudore, del suo dopobarba muschiato riempiva la stanza, mescolandosi al rumore dei nostri gemiti e al ritmo della musica house che suonava in sottofondo.Nei giorni successivi, diventai la sua ossessione. Mi chiamava quasi ogni sera, e io correvo da lui, trasformandomi in Tanya per soddisfare ogni suo desiderio. Una sera, mi fece vestire con un completino di pizzo viola, e mi scopò davanti allo specchio, costringendomi a guardarmi mentre il suo cazzo mi sfondava. “Guarda quanto sei troia,” diceva, e io venivo, ancora e ancora, il mio culo che si apriva sotto le sue spinte, la sua sborra calda che mi riempiva ogni volta. Un’altra notte, mi portò sul terrazzo della sua villetta, il mare che scintillava sotto la luna. Mi prese contro la ringhiera, il suo cazzo che mi martellava mentre il vento portava il profumo salmastro e i nostri gemiti si mescolavano al rumore delle onde. Venni tre volte, ogni orgasmo anale un’esplosione, e la sua sborra calda che mi colava dentro mi fece urlare di piacere.Quell’estate fu un vortice di lussuria. Luca mi possedeva in ogni modo, e io mi abbandonavo a lui, il mio corpo che rispondeva a ogni suo tocco. Non contavo più gli orgasmi, né la sborra che ingoiavo o che mi colava nel culo. Ogni incontro era un’esplosione di sensazioni: il sapore del suo cazzo, il profumo del mare, l’odore del sesso, i gemiti che riempivano l’aria. Quando l’estate finì, tornai alla mia vita, ma Tanya era cambiata. Ero diventata la sua troia trav, e una parte di me non desiderava altro.

#Tanyatroiatrav
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.8
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Tanya: Estate 2024:

Altri Racconti Erotici in trans:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni